mercoledì, luglio 26, 2006

[Sport] Evitato il karakiri del pallone


Non capisco i soloni del calcio e della politica che si scandalizzano per le pene più lievi inflitte a Juventus, Lazio, Fiorentina e Milan. Era fin troppo evidente che il mondo del pallone con una serie A dimezzata, privata dei due terzi del suo pubblico, non poteva reggere. Sarebbe stato niente altro che un karakiri sportivo in cui tutti avrebbero perso qualcosa, anche quelli che avevano accarezzato, per un paio di settimane, il sogno di giocare in Champions League. Può piacere o no ma il calcio è l'unica passione popolare a tenere unito il nostro Paese e una delle poche "industrie" italiane vincenti nel mondo. Da sportivo non trovo per nulla sensato che, per colpa di qualche dirigente corrotto, la Serie A sia privata in un colpo solo dei suoi migliori giocatori, delle sue squadre più importanti e soprattutto delle risorse che gli hanno consentito di essere competitiva con il resto del mondo. Lo abbiamo visto in questi giorni. Zambrotta e Cannavaro, due Campioni del Mondo, non hanno scelto Chievo o Palermo per restare in Serie A, ma sono andati a cercare gloria a Madrid e a Barcellona. Non ho nulla contro la simpatica squadra di Verona ma se il calcio italiano vuole restare ai vertici europei non può pensare di trasformare la sua vetrina principale in un "campionato svizzero" con 18 club medio-piccoli (tolti Roma e Inter) assolutamente non in grado di reggere la concorrenza degli squadroni inglesi e spagnoli. Non si tratta ovviamente di invocare un'impunità dei comportamente sportivi; che le pene, severe e concrete, non la manciata di quattrini estorti a Moggi, siano applicate ai veri autori degli illeciti e non alle squadre e ai tifosi che di questi personaggi ne sono stati solo le vittime!

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